IL QUOZIENTE FAMILIARE ARRIVA A ROMA

CHE COS'È IL QUOZIENTE FAMILIARE

Il Quoziente familiare è uno strumento fiscale proposto dall’Udc in Campidoglio per rimodulare il costo e l’accesso ai servizi del Comune di Roma considerando le reali esigenze delle famiglie capitoline, tenendo conto quindi anche della DISOCCUPAZIONE e del TIPO DI REDDITO (autonomo o dipendente), del NUMERO DEI FIGLI, della presenza di ANZIANI, INVALIDI e DISABILI a carico. La somma di questi indicatori darà luogo a una formula che, applicata alla tariffa Isee, produrrà degli sconti sui servizi e sui tributi del Comune, dal trasporto pubblico alla refezione scolastica, dagli asili alle residenze sanitarie assistenziali.

UN RISULTATO STORICO

Il Quoziente familiare è stato introdotto a Roma il 7 ottobre del 2010 con l’approvazione all’unanimità della proposta di iniziativa consiliare n.22 a firma del capogruppo Alessandro Onorato, ed è stato applicato per la prima volta alla Tia (Tariffa di Igiene Ambientale) nel 2011 facendo risparmiare alle famiglie romane ben 3 milioni di euro. Grazie a un emendamento dell’Udc, infatti, la tariffa rifiuti è stata rimodulata, prevedendo uno sconto per i nuclei familiari di 4 componenti e per quelli di tre in cui vi sia un figlio con handicap (per le famiglie con più di 4 membri il Comune già prevede il massimo dello sconto consentito dalla normativa nazionale).
Il prossimo passo è coinvolgere tutti i servizi e le tasse comunali: partendo dalle rette di asili nido e dalle residenze comunali per anziani, passando per i trasporti e la refezione scolastica fino alla nuova IMU.

PERCHÉ

In un momento di crisi profonda, in cui i cittadini sono chiamati a notevoli sacrifici, l’Udc ha pensato di introdurre uno strumento che riconosca il ruolo di ammortizzatore sociale che la famiglia ricopre: si pensi che a Roma 102.383 famiglie hanno un anziano a carico, si occupano cioè materialmente ed economicamente di anziani che altrimenti graverebbero sul Comune di Roma. Per non parlare dell’impegno economico che sostengono le famiglie con invalidi o figli disabili a carico, o delle difficoltà che incontrano quando – purtroppo – si trovano a dover affrontare la disoccupazione. È giusto che la città restituisca loro qualcosa, riequilibrando l’accesso ai suoi servizi.